La storia di Jelov Klanac si estende lontano al passato. È una storia un po' triste perché Jelov Klanac ha passato il destino di tanti villaggi e la migrazione nei paesi circonvicini più grandi per come tutte le storie buone ha il morale e la fine felice.
Il villaggio Jelov Klanac una volta era abitato e vivace per con le migrazioni nelle città poco a poco ci sono rimaste solo le tracce dei focolari. Oggi, dopo tanti anni sui fondamenti della vecchia casa familiare coperta d'erbe, sotto gli auspici del 400-anni vecchio tiglio spunta la meravigliosa Jela, tutta di legno, unica e particolare. Jela è una casa nel bosco che pensa verde, marrone e rosso, uguale ai colori dei suoi appartamenti.
Costruita con l'amore e la voglia di diventare l'iniziatore e il motivo alla gente di quel paese e dei paesi circonvicini di ritornare e risuscitare i loro focolari, Jela a Jelov Klanac ha seminato il seme del turismo e dello sviluppo.
In 200 m2 di questo villino semplice ma lussuoso ha incominciato a riunirsi la gente nuova. Sono venuti a godere nel silenzio che si sente dappertutto e lasciarsi all'arte dell'ozio. Raccogliere le erbe medicinali, prendere le foto delle erbe rare come l'agrifoglio, raccogliere le fragole di bosco ed i porcini e fare una parte della storia dello sviluppo. Sono venuti di assaggiare le specialità di Lika, palpare il polso di Laghi di Plitvice situati nella natura intatta ma addomesticata, cavalcare, passeggiare, prendere foto, fare l'alpinismo, e respirare profondamente.
D'inverno quando tutto è coperto della bianchezza nevosa, per la casa si sente il crepitio del fuoco dal caminetto e dagli appartamenti la veduta spettacolare arriva fino alle montagne circonvicine. D'estate le lucciole che volano intorno e il cielo stellato danno a Klanac una specie di solennità e quando la vita si calma la natura si sveglia col profumo del perpetuino, della lana e della camomilla che entra negli appartamenti.
Nei boschi circonvicini ci sono le sorgenti con l'acqua pura sulle quali spesso bevono le lepri e le capriole e la gente mattiniera li può anche vedere. Sul podere si possono vedere e la gatta Kiki e i cani Miki e Dona che mangiano dallo stesso piatto, si può dare da bere o da mangiare ai cavalli, si può cavalcare, si può passeggiare per il bosco seguendo i sentieri del podere. Da una valle all'altra, da una radura all'altra, da un belvedere all'altro fino ad una panchetta all'ombra folta del pineto, dove si sente il profumo della resina e per la terra si stende il tappeto degli aghi dei pini.
Una villetta di legno, isolata nel mezzo del bosco, 12 km dalla prima cascata di Plitvice, nello stretto tra le due montagne, senza impatti negativi della civilizzazione e dell'inquinamento luminoso. A Jelov Klanac possiamo vedere alcune rare specie di faggio, per esempio il faggio dorato, e nel futuro ci saranno tutte e 32 specie di faggio.
Dopo Jela, come abbiamo sentito, sui vecchi focolari coperti d'erbe spunterà un'altro villetta di legno e poi un'altra e ancora un'altra. La storia di Jelov Klanac è la storia dell'autoctonia, e del ritorno della vita in un paese per anche dell'acqua pulita, del silenzio, dell'abete, del pino, del faggio, degli animali del bosco, della simbiosi tra l'uomo e la natura.